STORIA DI VALENTINA


Mi chiamo
Valentina, sono una ragazza sorda e ho frequentato

la scuola superiore a Sassuolo.

Nel 2006 frequento la classe quarta e

per la prima volta vengo affiancata a scuola

dalla figura dell’assistente alla comunicazione;

questa novità coinciderà con

moltissimi cambiamenti nella mia vita,

principale tra questi la scoperta di essere

una ragazza autonoma e capace.

Rita, l’assistente alla comunicazione, mi viene presentata dalla mia insegnante di sostegno

ma, con dolce stupore da parte mia,

a presentarci è la lingua dei segni che

spontaneamente usiamo per comunicare.

L’insegnante di sostegno mostra entusiasta quelli che considera

I miei “trofei”, i miei “successi”: lavoretti in ceramica realizzati per le mie compagne di classe…… Lavoretti in ceramica che hanno occupato le mie giornate scolastiche.

Riuscirò ad uscire da questa dimensione tanto lontana

dalla quotidianità delle mie compagne?

In primo luogo,

grazie all’assistente alla comunicazione e alla mediazione

in lingua dei segni delle diverse discipline,

scopro il piacere di “convivere” con le mie compagne! Partecipare

alla vita della classe

mi riempie di gioia e soddisfazioni:

poter intervenire al pari delle altre e soprattutto accedere a tutte le materie scolastiche....

mi si apre un mondo davanti,

un mondo che non ero mai riuscita

a guardare dall’interno,

ma sempre osservato da lontano...

chiusa in una stanza con l’insegnante di sostegno.

Insieme all’assistente alla comunicazione

inizio a studiare ….

scienze, diritto, inglese, italiano…oltre alla mediazione in LIS cerchiamo

insieme materiale visivo a supporto

della spiegazione dei testi,

le materie acquisiscono forma e si riempiono di contenuti:

per la prima volta sento

che mi viene data la possibilità di

capire, partecipare, esprimermi, crescere!

 Ben presto sono pronta per affrontare

verifiche ed interrogazioni: ho capito

devo iniziare a studiare!

Quanta fatica!!! ... ma anche tanta soddisfazione di fronte ai buoni voti, ai complimenti di chi mi sta vicino!

Studiare e finalmente prendermi la responsabilità di farlo

è molto più soddisfacente che avere le verifiche a casa il giorno prima

per evitare il rischio di un mio insuccesso.

Divento consapevole

che mi trovo di fronte ad una svolta nella mia vita,

forse è la prima volta che mi sento una persona capace,

matura ed autonoma e voglio dare un senso a tutto ciò che dentro di me

è cresciuto e ha preso forma:

 NESSUNO DIRA’ MAI PIU’ :

Valentina non capisce”,

perchè ora non lo permetto più a nessuno.

Come tutti i ragazzi sordi, ho il bisogno ma soprattutto il diritto

di avere un’adeguata forma di comunicazione,

una comunicazione diretta ed efficace,

ovvero… la lingua dei segni …che ora…

mi dona la possibilità di dire :

CI SONO!

ESISTO!

SONO PADRONA DELLA MIA VITA!”

Ormai sono a un passo dalla rivolta....e questa rivolta investirà

anche la mia famiglia che, per affetto e protezione,

non mi ha dato mai l’opportunità di dimostrare che sono e sarò

una persona capace e consapevole.

Sto crescendo, sono ormai una piccola donna e non vedo l’ora di entrare

nel mondo reale, costruire la mia vita futura.

I miei sfoghi a scuola con l’assistente alla comunicazione diventano sempre più numerosi:

..non mi lasciano le chiavi di casa…”,

“…non posso neanche scendere di casa a prendere il pane…”….

Mi sento frustrata e limitata e questi sentimenti vengono amplificati dai miei 17 anni:

la sordità ormai è un problema solo per chi mi sta intorno,

la mia identità sorda è ora

forte e pronta a combattere

contro chi crede che io valga meno degli altri,

così come è forte l’identità sorda di Marco, il mio ragazzo ormai da diversi anni.

Marco vive a Torino, è più grande di me e ha già un impiego; ci vediamo

solo nel fine settimana, ma il nostro sentimento

va oltre le distanze e la nostra giovane età,

è autentico e tale si rivelerà.

Si avvicina il mio 18° compleanno:

la frustrazione a scuola per colpa di chi mi ritiene incapace

e il contesto familiare soffocante

mi portano a vedere la maggiore età

come un traguardo ..anzi no...

un inizio...l’inizio della libertà!!!!

Ormai sono pronta:

voglio far decollare la mia vita...

voglio la felicità...

la MIA...

e non quella di chi, fino ad oggi,

mi ha tenuta in una campana di vetro.

L’anno scolastico giunge al termine,

finalmente…

arrivano i miei 18 anni e non aspetto più:

lascio la scuola…la mia casa…la mia famiglia…

e raggiungo Marco a Torino.

Lo so, è una scelta dura quella che decido di prendere,

scelta che sicuramente lascia un segno profondo

nella mia famiglia, una famiglia che si trova di fronte

alla propria bambina che diventa adulta,

quella bambina che mai

avrebbero pensato potesse prendere il volo da sola!!!

E invece ce l’ho fatta

ho coronato il mio sogno:

l’anno scorso sono diventata mamma

ho sposato Marco

sotto gli occhi felici del nostro piccolo Mattia!

Da pochi mesi è arrivato anche Nicolò ed

io mi sento

la donna, la moglie e la mamma

più felice del mondo!!!!!!

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